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In Racconti

Tacchini & Macarons – Carlo Patrizi

Michele Calogero Turiozzo detto Micozzo vive nella periferia di Girona. Il fulcro di Girona è il bar dell’Arcioli, un posto squallido e sporco come tutto ciò che lo circonda. Girona è un luogo per ratti e cornacchie che si ammazzano per un tozzo di pane. Decine di palazzine grigie e anonime e un persistente puzzo di monnezza. Micozzo vive in un appartamento sgarrupato con la nonna Margherita, una vecchia arcigna che puzza di cane bagnato, il fratello sordomuto Arnaldo che gli è fedele come un soldato di fanteria, il cugino obeso Ciccio Bestemmia che guida una panda young verde bottiglia e una selva di parenti che vanno e vengono. Micozzo è da sempre innamorato di Teresa, la figlia del ricco pasticcere della città, che profuma di maritozzi e babà, ma è consapevole che tra lui e Teresa vi è lo spazio siderale. Micozzo e gli altri coprotagonisti di questo romanzo vivono ancorati ad un territorio che offre loro una desolazione –interiore ed esteriore- senza possibilità di riscatto. Hanno a loro disposizione solo il sogno, l’anelito di una vita migliore, che Micozzo sente forte e chiaro dentro di sé e che mette in discussione con il serio rischio di allontanarsi da quel paese, Girona, che tanto lo radica a sé. Dopo una serie di peripezie tragiche e divertenti, che lo porteranno lontano troverà una via di fuga in Sardegna che sarà però solamente il ponte per ricominciare, forse, una nuova vita in una città lontana. Leggendo questo racconto si percepisce che in fondo dentro ognuno di noi si cela un Micozzo che teniamo nascosto per vergogna o viltà. Ma forse è la parte migliore di noi, la più vera e onesta.

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